Zeldapedia
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La Calamità Ganon è l'antagonista principale di Breath of the Wild.


Storia

100 anni prima gli eventi giocabili di The Legend of Zelda: Breath of the Wild, l'indovino di corte al Castello di Hyrule profetizzò il ritorno della Calamità Ganon, il demone responsabile della ciclica decadenza che si abbatte su Hyrule dall'alba dei tempi. Secondo le antiche leggende, ogni volta che il malvagio demone risorge dal suo sonno millenario e devasta il regno di Hyrule, c'è sempre un eroe prescelto dalla spada che esorcizza il male e una principessa dal sangue divino che insieme combattono per siggillarlo, riportando la pace. Una leggenda in particolare, ambientata ben 10000 anni prima gli eventi del gioco, narra dell'avanzatissimo popolo degli Sheikah, che usò la sua futuristica tecnologia per aiutare l'Eroe e la Principessa: costruirono le Torri Sheikah, in grado di mappare il regno per offrire informazioni e di teletrasportare persone, in tutto il reame; furono creati i Guardiani, automi agili in grado di distruggere il nemico, e infine, i Colossi Sacri, quattro imponenti macchinari di forma animale manovrabili da altrettanti piloti. Quando la calamità fece ritorno per assalire un'altra volta il Regno di Hyrule, i guardiani iniziarono un attacco coordinato a un colpo simultaneo da parte dei colossi sacri; il mostro, indebolito, fu finito dai colpi dell'Eroe e infine sigillato dal potere divino della Principessa. Quindi, di fronte alla profezia di un nuovo ritorno di Ganon, il Re di Hyrule, Rhoam, organizzò spedizioni e studi per ritrovare i Guardiani e i Colossi Sacri, e ordinò alla figlia Zelda di reclutare i piloti necessari per controllarli; mentre il cavaliere al servizio della principessa, Link, era riuscito ad estrarre la Spada Suprema dal Bosco Perduto divenendo così il Cavaliere che esorcizza il Male, la principessa si esercitava per risvegliare il suo potere, senza successo. Nonostante questo, tutto sembrava ormai essere pronto, ma quando la Calamità si risvegliò, assalendo il castello, escogitò un piano diabolico e inaspettato: fuori di sé a causa del rancore, Ganon fece emergere da sotto il castello dei pilastri ancestrali contenenti migliaia di guardiani, dopodiché si impossessò di essi e dei colossi sacri, intrappolando e uccidendo i piloti al loro interno. Zelda, che si sentiva colpevole della morte del padre, della sua gente e dei suoi amici, ormai aveva solo Link come alleato. Assaliti da un branco di Guardiani, i due vengono messi alle strette e Link viene ridotto in fin di vita da essi. Quando un guardiano sta per sferrare un ultimo colpo mortale, Zelda tende la mano verso di esso e un'intensa luce dorata si sprigiona, uccidendo tutti i Guardiani: finalmente Zelda aveva risvegliato il suo potere.

Con l'aiuto di alcuni Sheikah giunti in suo soccorso Zelda porta Link in un sacrario ancestrale per curarlo, dopodiché va ad affrontare Ganon e si fa risucchiare per contenerlo all'interno del castello.

Cent'anni dopo, Link si sveglia, senza memoria, e dopo aver affrontato alcune prove per conto di un bizzarro vecchietto che abita sull'altopiano isolato su cui si trova, scopre che il vecchio è in realtà il fantasma del Re di Hyrule, che gli racconta gli avvenimenti di cento anni prima.

Dopo aver incontrato per conto del Re la vecchia Impa, un tempo consigliera di corte che ora abita al Villaggio Calbarico, questa narra all'eroe la leggenda di 10000 anni fa e successivamente gli affida gli incarichi di liberare i colossi sacri, fondamentali per battere Ganon, e di recuperare la memoria.

Liberati i colossi sacri e ripristinata la sua forza antica, con tanto di Spada Suprema fra le mani, Link affronta la Calamità nella sua forma incompleta. Essa, dopo essere stata sconfitta, si raggruppa in un conglomerato di rancore e disperazione che prende il nome di Bestia delle Tenebre, la forma originaria di Ganon. Dopo un'ultimissimo scontro in cui interviene in aiuto Zelda che mostra punti deboli a Link per poter colpire Ganon con l'Arco della Luce dalla principessa inviato, Zelda emerge dal mostro e lo sigilla una volta per tutte.

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